di Gary Jennings (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli)

È una storia sbalorditiva quella che Mixtli racconta al vescovo Juan de Zumàrraga che lo ha scelto tra i sopravvissuti di quello che fu un impero popolato da “zotici e tangheri”, opportunamente distrutto da Cortés in nome del “Vero Dio”. La storia di un bambino nato povero ne “L’Unico Mondo”.
A causa di un difetto di vista, il giovane azteco comprende di non potere ambire a essere un grande guerriero; decide quindi di dedicarsi allo studio fino a diventare primo scrivano nella corte di Texcòco. Le innumerevoli vicissitudini e le contrarietà, unite alla sete di conoscenza lo spingono a viaggiare in lungo e largo per l’impero nelle vesti di soldato prima, e di mercante poi.
È così che Gary Jennings sceglie di narrarci, in equilibro tra ironia e poesia, gli aspetti muliebri di una delle più grandi civiltà mai esistite. Vicende crude, incestuose, mirabolanti, terribili e sanguinose di un popolo e di un uomo che, mosso dalla curiosità e dalle sue passioni, vive mille vite.
Un libro epico che non potete farvi sfuggire.

LA CITAZIONE:
“Non protestare se sembro adulare Tua Eccellenza… È risaputo ovunque nella città, e questi tuoi servitori qui, mi hanno chiaramente spiegato quale augusto uomo tu sia, Eccellenza, mentre io non sono altro che un logoro straccio, uno sfilacciato relitto di quello che ero un tempo. Tu, Eccellenza, sei vestito e agghindato e sicuro di te come si conviene alla tua vistosa supremazia, mentre io sono soltanto io.”

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